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IL PIANETA MANGIATO

Molto interessante e vivamente consigliato agli addetti ai lavori, questo libro di Mauro Balboni è particolarmente ricco di riferimenti a testi e a pubblicazioni scientifici a sostegno di quanto trattato nei diversi capitoli, così come è particolarmente ricco di fonti europee ed internazionali dalle quali reperire ulteriori dati e informazioni.

Laureato in Scienze Agrarie a Bologna e per molti anni dirigente di una multinazionale che opera nell’agroindustria, l’autore ci accompagna in un viaggio scientifico per spiegarci in che modo la dieta dei Paesi occidentali, che diventerà la norma anche per Paesi come la Cina e l’India, nelle quali un numero sempre maggiore di benestanti sta cambiando la propria alimentazione, sia insostenibile, così come è ormai diventato insostenibile anche il nostro modo di fare agricoltura e allevamento.
E’ il tipo di alimentazione dei Paesi più ricchi, ai quali si stanno affiancando Paesi come la Cina e l’India, che sta appunto modificando e ha già in parte modificato il modo di fare agricoltura e allevamento.

Di conseguenza il modo attuale mondiale di alimentarsi e le tecniche di coltivazione si stanno, come dice l’autore, mangiando il pianeta terra, cioè stanno consumando risorse, come ad esempio acqua e suolo, che sono limitate e che stanno esaurendosi, producendo inoltre gas serra a loro volta dannosi.

Particolarmente interessanti le parti del libro relative a mais, soia e olio di palma.

Le possibili soluzioni da prendere oggi senza aspettare domani sono diverse, ma senza accordi internazionali forti è difficile pensare ad una inversione di tendenza, perché determinate decisioni per il futuro non possono essere prese dai singoli Paesi in quanto avrebbero esiti irrilevanti.

L’autore alla fine non lo dice, ma lo dico io, che uno degli esiti futuri di questo modo di consumare le risorse della terra, potrebbe essere anche l’estinzione dell’homo sapiens, dopo il quale rimarranno sicuramente gli insetti, che come diceva il suo Professore di entomologia all’Università di Bologna, probabilmente il Prof. Giorgio Celli, c’erano 400 milioni di anni prima dell’uomo e ci saranno 400 milioni di anni dopo.

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